Flaneuse, mi dicevano. Camminavo tantissimo, mi piaceva perdermi nella mia città e poi, chissà come, ritrovare la strada di casa. Leggendo Camminare può cambiarci la vita del neuroscienziato Shane O’Mara, ho finalmente capito come riuscissi a tornare all’ovile sana e salva e, mirabilia del nostro cervello, come siano possibili i viaggi nel tempo mentali oltreché quelli fisici nello spazio. Tutto comincia settant’anni fa con la scoperta, di Edward Chace Tolman dell’Università di Berkeley, di quella mappa astratta dell’ambiente che il cervello crea per potersi orientare nel mondo tridimensionale, la cosiddetta mappa cognitiva. Da settant’anni in qua il quadro di questa preziosa mappa si è fatto, grazie a studi ed esperimenti via va più sofisticati, sempre più complessa. C’è un vero e proprio sistema Gps nel cervello, distribuito in più aree ovviamente connesse e tanti sono i tipi di cellule che contribuiscono al senso dello spazio. Un sesto senso silenzioso, detto propriocezio...